Cresce l’attesa anche nel Bresciano per il primo grande appuntamento promozionale dell’anno: i saldi invernali, che a livello nazionale muovono un giro d’affari stimato in circa 6 miliardi di euro. Un evento centrale per il commercio tradizionale, ma che arriva al termine di una stagione degli sconti sempre più lunga, iniziata ben prima di Natale tra Black Friday, promozioni online e pre-saldi.
Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli: i saldi invernali prenderanno ufficialmente il via sabato 3 gennaio, ma di fatto per molti consumatori gli sconti sono già cominciati. Secondo le stime di Confesercenti basate su un sondaggio Ipsos quasi 2 milioni di italiani hanno già effettuato acquisti a prezzo ribassato subito dopo Natale, nella fase di cosiddetti “pre-saldi”. Una dinamica che riguarda da vicino anche il territorio bresciano, dove – soprattutto nel settore moda – le vendite anticipate stanno diventando strutturali.
Il risultato è un quadro sempre meno leggibile per i consumatori e sempre più difficile per i negozi di prossimità, che anche nel Bresciano si trovano trascinati in una competizione promozionale continua, alimentata da outlet, grandi strutture commerciali e canale online. Il trimestre novembre-gennaio si è trasformato in una lunga stagione di sconti, comprimendo i margini e riducendo l’efficacia dei saldi come strumento di rilancio delle vendite.
In questo contesto gli acquisti natalizi – tradizionalmente cruciali per le attività locali – risultano schiacciati tra due pressioni opposte: da un lato il Black Friday, che intercetta una parte consistente della domanda prima di dicembre; dall’altro i saldi anticipati, che catturano la spesa residua subito dopo le festività.
Per Confesercenti è quindi essenziale riportare al centro trasparenza e concorrenza leale, a tutela sia dei consumatori sia delle imprese che rispettano le regole. «Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e confrontabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative riservate a platee selezionate. È fondamentale il rispetto delle norme sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal riferimento al prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti, come previsto dalla legge – afferma la presidente Confesercenti Lombardia Orientale, Barbara Quaresmini -. Senza un intervento in questa direzione il rischio è che i saldi perdano progressivamente la loro funzione, diventando solo un episodio all’interno di una promozione permanente. Uno scenario che crea confusione per i consumatori e difficoltà crescenti per il commercio bresciano, che chiede regole più efficaci per garantire concorrenza leale e pluralismo distributivo».
«Resta altresì molto attuale la criticità legata alla data di avvio dei saldi, che non coincide con la reale fine della stagione commerciale – aggiunge Quaresmini -. I saldi, per loro stessa definizione, dovrebbero rappresentare vendite di fine stagione, tuttavia l’attuale calendario ne indebolisce il significato, generando distorsioni nel mercato e penalizzando in particolare le imprese del commercio tradizionale».

