L’assemblea regionale di Confesercenti lancia l’allarme sulla desertificazione commerciale: escluso il capoluogo milanese, la rete di vicinato è in recessione in 11 province su 12, schiacciata dalla Gdo e dal difficile ricambio generazionale.
A pesare sulle imprese sono anche la burocrazia e una carenza strutturale di personale che colpisce il 46,9% delle assunzioni, mentre si punta sul rilancio dell’imprenditoria femminile e sulle Zes di prossimità. Il commercio di vicinato in Lombardia viaggia a due velocità e, se si esclude la crescita concentrata nel capoluogo milanese, in ben 11 province su 12 la rete distributiva di prossimità risulta stagnante o in netta recessione. L’allarme emerge dall’ultimo Osservatorio sulla rete distributiva regionale diffuso da Confesercenti Lombardia in occasione dell’elezione della nuova presidenza regionale dell’associazione che per la prima volta sarà guidata da un’imprenditrice, Barbara Quaresmini, bresciana attiva nel settore immobiliare, già al vertice di Confesercenti della Lombardia Orientale e del Coordinamento nazionale per l’Imprenditoria Femminile dell’associazione dei commercianti.
L’assemblea elettiva si è tenuta oggi a Milano, a Palazzo dei Giureconsulti, con la partecipazione del presidente nazionale di Confesercenti Nico Gronchi e degli assessori regionali Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Guido Guidesi (Sviluppo economico).
“Negli ultimi cinque anni la regione ha perso quasi 4.000 metri quadrati di superficie di prossimità. I dati territoriali mostrano una forte sofferenza in diverse province lombarde. Una tendenza che si inserisce in un quadro nazionale segnato dalla chiusura di oltre 100.000 attività di vicinato negli ultimi anni. Parallelamente continua a crescere il peso della grande distribuzione organizzata, con quote di mercato ormai predominanti in ampie aree del territorio regionale e un conseguente indebolimento della rete commerciale di prossimità” – ha spiegato Quaresmini, delineando le linee di visione strategica per la competitività del territorio verso il 2030 – “Accanto alla concorrenza della grande distribuzione, il tessuto economico sconta una forte crisi occupazionale legata al reperimento della forza lavoro: i pubblici esercizi registrano una carenza strutturale di personale, con il 46,9% delle assunzioni programmate che incontra pesanti difficoltà di reperimento.
Sul fronte strategico dello sviluppo, una leva decisiva è rappresentata dall’imprenditoria femminile, comparto che in Lombardia conta circa 190.000 imprese guidate da donne (il numero più elevato in Italia), concentrate proprio nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, ma che sconta ancora forti ostacoli nell’accesso al credito e nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Il commercio lombardo deve inoltre fare i conti con l’invecchiamento dei titolari e la difficile sfida della successione imprenditoriale. A Sondrio quasi quattro negozi di vicinato su dieci (il 37,7%) sono stati aperti prima dell’anno 2000, e tassi di invecchiamento simili si registrano a Lecco (24,8%), Lodi (23,6%) e Mantova (21,8%). Una situazione di fronte alla quale Confesercenti guarda alla proposta di legge di iniziativa popolare per le Zone Economiche Speciali (Zes) di Prossimità, chiedendo al contempo il potenziamento dei Distretti del Commercio, investimenti sulla formazione continua attraverso una Scuola di Alta Formazione per il turismo e l’ospitalità e una decisa semplificazione burocratica per liberare risorse, dato che gli adempimenti amministrativi assorbono oggi il 3% del fatturato delle imprese”, ha concluso la neopresidente.
“Il commercio di prossimità rappresenta un presidio fondamentale per la vitalità delle nostre comunità e per l’attrattività delle destinazioni lombarde. Turismo, commercio, pubblici esercizi e produzioni locali costituiscono un’unica filiera che genera valore per i territori. Per questo, con il nuovo Piano del Turismo 2026-2028, stiamo lavorando per distribuire i flussi turistici su tutta la Lombardia, valorizzando borghi, aree interne, cammini, cicloturismo ed enogastronomia, affinché la crescita del turismo si traduca in opportunità concrete per le imprese locali e per i centri storici. Una destinazione è davvero competitiva quando crea sviluppo diffuso, sostiene le attività di vicinato e rafforza l’identità dei territori”, ha spiegato l’assessore Massari.
Infine, per il presidente nazionale Gronchi “troppe volte abbiamo immaginato che le trasformazioni del commercio, dai centri commerciali, all’e-commerce, all’intelligenza artificiale, avrebbero cancellato il commercio di prossimità e distrutto le nostre città. Non è stato così: il commercio non scompare, cambia pelle, ed è più moderno che mai. Ma la trasformazione non è uguale ovunque. Nei territori più fragili la trasformazione diventa desertificazione e si innesca un circolo vizioso: dove la popolazione diminuisce i negozi chiudono e dove i negozi chiudono se ne vanno anche i residenti. Perché è proprio nei territori che turismo e commercio si tengono insieme: dove le imprese di prossimità chiudono si spegne l’attrattività dei luoghi. Per troppo tempo la desertificazione è stata trattata come un effetto inevitabile. Non lo è: è una scelta politica, una mancanza di governo delle trasformazioni. Tornare a presidiare i territori è la vera partita, in Italia come in tutta Europa”.

