ANVA Confesercenti della Lombardia Orientale esprime forte contrarietà alla sospensione dei mercati cittadini nelle giornate del 25 aprile e del 1° maggio, una decisione che penalizza in modo diretto gli operatori ambulanti e limita il loro diritto al lavoro in due giornate festive che, anche per il commercio su area pubblica, rappresenterebbero un’importante occasione di attività.
La posizione dell’associazione è netta: non è in discussione il valore civile, storico e sociale delle festività del 25 aprile e del 1° maggio. Ciò che non può essere accettato è che, mentre il resto del mondo commerciale continua a lavorare — dai negozi ai centri commerciali, fino all’e-commerce – agli ambulanti venga impedito di svolgere la propria attività.
In una fase economica già complessa, con costi in crescita, consumi prudenti e margini sempre più sotto pressione, ogni giornata di lavoro conta. Per gli operatori dei mercati, la sospensione di una giornata significa perdita di fatturato, mancato presidio del territorio e ulteriore indebolimento di una categoria che svolge da sempre una funzione economica, sociale e di servizio nei quartieri e nelle piazze della città.
A rendere la scelta ancora più grave è il fatto che il provvedimento riguardi tutti i mercati cittadini, senza distinzione. Non si tratta di un intervento puntuale su singole aree interessate da eventuali esigenze organizzative, logistiche o di sicurezza, ma di una sospensione generalizzata che colpisce l’intera rete mercatale bresciana.
Vengono così sospesi anche mercati di quartiere come Fiumicello e Villaggio Prealpino, che nulla hanno a che vedere con gli spazi delle manifestazioni cittadine del 25 aprile e del 1° maggio. Unascelta che ANVA Confesercenti giudica sproporzionata, incomprensibile e profondamente penalizzante.
«È una situazione insostenibile e non accettabile – dichiara Massimo Bonetti, presidente di ANVA Confesercenti della Lombardia Orientale –. Non vogliamo sminuire in alcun modo il significato del 25 aprile e del 1° maggio, ma siamo lavoratori anche noi. Chiediamo pari dignità rispetto agli altri operatori economici. Il Comune di Brescia sospende tutti i mercati cittadini, anche quelli di quartiere come Fiumicello e Villaggio Prealpino, senza considerare che per molte imprese ambulanti quelle giornate rappresentano lavoro, reddito e continuità aziendale. Così si calpesta la dignità professionale degli operatori».
Ma il danno non è soltanto economico. I mercati rappresentano anche un presidio sociale fondamentale: sono luoghi di commercio, ma anche di aggregazione, confronto e incontro. Proprio nelle giornate festive, quando molte più persone potrebbero frequentarli, i mercati diventano spazi vivi della città, luoghi accessibili e popolari, simbolo di comunità e di italianità. Sospenderli significa quindi impoverire non solo gli operatori, ma anche la vita dei quartieri e delle piazze.
La decisione appare ancora più difficile da comprendere se si considera che, nelle stesse giornate, il Comune organizza o consente eventi con la presenza di espositori in piazze vicine alle aree mercatali. Una contraddizione evidente: anziché lavorare per trovare soluzioni che permettano agli ambulanti di svolgere la propria attività, si sospendono i mercati e, nello stesso tempo, si aprono spazi commerciali o promozionali ad altri operatori. Una disparità di trattamento che ANVA Confesercenti giudica inaccettabile e che rappresenta il solito strabismo amministrativo: da una parte si valorizzano eventi e iniziative pubbliche, dall’altra si penalizza chi garantisce ogni settimana lavoro, servizio e presidio del territorio.
«Questa è la beffa – aggiunge Bonetti –. Mentre i mercati vengono sospesi, nelle stesse giornate si svolgono iniziative con espositori. È una scelta senza precedenti e del tutto irrispettosa verso chi ogni settimana garantisce presenza, servizio e vitalità alla città. I mercati non sono solo banchi di vendita: sono luoghi di relazione, socialità e incontro. Non chiediamo corsie preferenziali, chiediamo rispetto e regole coerenti per tutti».
ANVA Confesercenti ricorda inoltre che, nel contesto lombardo, la sospensione dei mercati è prevista ordinariamente solo in giornate particolari come Natale, Capodanno e Pasqua. Estendere questa impostazione anche al 25 aprile e al 1° maggio rappresenta quindi una forzatura che rischia di creare un precedente pericoloso per il commercio su area pubblica.
Per questo ANVA Confesercenti chiede al Comune di Brescia di rivedere la propria posizione e di aprire un confronto strutturato con la categoria, affinché in futuro non si ripetano decisioni unilaterali che penalizzano gli ambulanti e indeboliscono il ruolo dei mercati cittadini. «Gli ambulanti sono imprese, famiglie, lavoratori – conclude Bonetti –. Non possono essere trattati come un problema da rimuovere. I mercati sono parte integrante della città, generano economia, presidiano i quartieri e offrono un servizio ai cittadini. In una fase così difficile, le istituzioni dovrebbero accompagnare il lavoro, non impedirlo».
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